Appena due anni dopo aver respinto con successo un assalto coordinato degli eserciti confinanti, il Regno di Bulgaria si trova a un momento di resa dei conti. Il ricordo del tradimento degli alleati, diventati predoni, e del colpo inferto dalle forze rumene persistono nella società bulgara. Per rivendicare la giustizia perduta nel 1913, la Bulgaria si schiera con le Potenze Centrali ed entra nella Prima Guerra Mondiale il 1° ottobre 1915. Questo segna il terzo conflitto della nazione in soli quattro anni, eppure l’entusiasmo è alto e la mobilitazione procede come previsto. Centinaia di migliaia di uomini bulgari si arruolano con entusiasmo per liberare i loro fratelli ancora sotto il dominio straniero.
La guerra inizia con un attacco alla Serbia, che si era impadronita di una parte significativa della Macedonia e di tutta la Pomerania. Il Primo Reggimento di Fanteria di Sofia guida un assalto a testa bassa, conquistando rapidamente l’altura di Draganov Vrach e ingaggiando feroci battaglie per il controllo della posizione fortificata di “Drenova Gvla”. Entro il 14 ottobre, la posizione serba crolla e la bandiera del reggimento sventola orgogliosamente sulla terra bulgara appena liberata. All’inizio di novembre, l’ultima resistenza serba a “Radovačka Chuka” viene superata. La Serbia crolla e la Bulgaria riconquista parti della Macedonia e della Pomerania, segnando i primi passi verso l’unificazione nazionale.
Nell’autunno del 1916, l’entrata in guerra della Romania a fianco dell’Intesa offre l’opportunità di vendicarsi del vicino settentrionale che aveva tradito la Bulgaria nel 1913. In seguito alla dichiarazione di guerra della Bulgaria alla Romania il 1° settembre 1916, il Reggimento di Sofia, parte della Terza Armata bulgara, avanza in Dobrugia, liberando questo sacro territorio bulgaro conquistato dai rumeni.
Nonostante si trovi ancora una volta dalla parte dei perdenti, la Bulgaria afferma di non essere né sconfitta né sconfitta. La firma del “Dettato di Noj”, un trattato di pace disumano e ingiusto, il 27 novembre 1919, non riesce a spezzare lo spirito bulgaro. Tra gli eroi che hanno ottenuto straordinarie vittorie contro diversi avversari, la speranza di una futura vendetta e unità nazionale permane. Le gesta eroiche del Primo Reggimento di Fanteria di Sofia esemplificano un eroismo e un patriottismo incrollabili, ricordando ai bulgari di non dimenticare i loro successi.
