L’insediamento neolitico di Slatina, risalente al VI millennio a.C., segna il primo insediamento conosciuto nell’attuale Sofia, a testimonianza di una presenza neolitica antica. Questo periodo segna l’alba della vita stanziale nella zona, a dimostrazione della lunga storia di Sofia come insediamento umano ininterrotto.
Ulteriori tracce di antichi insediamenti nel centro di Sofia, in particolare intorno alle attuali sorgenti minerali del Bagno Minerale Centrale, risalgono all’età del bronzo (II millennio a.C.). Nonostante la scarsità di informazioni dovuta alla continua presenza di insediamenti e alla successiva distruzione di molti resti antichi, è chiaro che l’area è stata un punto focale di vita per millenni.
Verso la metà del V secolo a.C., riferimenti alla regione dell’attuale Sofia iniziano a emergere in antichi testi greci. A quel tempo, la zona ospitava diverse tribù tracie. L’arrivo dei Romani nel II secolo a.C. introdusse il termine Serdi per descrivere gli abitanti locali, e il loro insediamento vicino alle sorgenti minerali fu chiamato Serdonpolis, ovvero “Città dei Serdi”.
Ci sono pochi dettagli sulla città durante il periodo tracio. Tuttavia, si ritiene che nel IV secolo a.C. le terre dei Serdi passarono sotto il controllo dell’antica Macedonia durante il regno di Filippo II. L’area rimase parte della Macedonia vera e propria, anche dopo la disgregazione dell’impero di Alessandro Magno. Entro il III secolo a.C., con il declino del regno macedone, perse i suoi territori all’interno della penisola balcanica. La conquista romana a metà del II secolo a.C. fece sì che il Campo di Sofia non rientrasse più nel dominio della Macedonia, segnando un nuovo capitolo nella storia della regione.
Resti della fortezza di Serdica
La tribù dei Serdi cadde sotto la dominazione romana nel 28 a.C., quando Marco Licinio Crasso, proconsole di Macedonia, ne conquistò i territori. La campagna romana fu segnata da gravi crudeltà e dall’emigrazione forzata del popolo dei Serdi. Nel 45 d.C., l’insediamento di Serdica fu incorporato nella neonata provincia romana della Tracia, dando inizio a un periodo di insediamento di veterani romani nella zona.
Sotto il regno dell’imperatore Marco Aurelio, Serdica ottenne il privilegio di coniare moneta propria. Intorno al 180 d.C., la città fu fortificata con una possente cinta muraria, che ne definì il nucleo per i secoli a seguire.
L’epoca romana vide un fiorire di attività economiche che si estendevano ben oltre le mura cittadine, ma entro i confini odierni di Sofia. Esempi degni di nota includono le fornaci di mattoni attive fino a tempi recenti in quello che oggi è il distretto di Gotse Delchev, le attività minerarie per il minerale di ferro sul monte Vitosha e l’estrazione dell’oro a Gorubliane e Darvenica. L’epoca vide anche l’emergere di numerose ville suburbane, che spaziavano da residenze lussuose a quelle principalmente dedicate alla produzione agricola, molte delle quali erano dotate di importanti strutture difensive. La maggior parte di queste ville fu fondata tra la fine del II e la fine del III secolo e cadde in diverse incursioni tra la fine del III e la metà del V secolo.
Nel 271, Serdica divenne la capitale della nuova provincia della Dacia Aureliana e, in seguito a una divisione nel 285, servì come sede della Dacia Interna. La città divenne in seguito la capitale della diocesi settentrionale della Dacia, quando la diocesi di Misia fu scissa. Nella seconda metà del III secolo, Roma aveva cessato di essere l’epicentro politico dell’Impero, spingendo gli imperatori a risiedere in diverse città di provincia. Serdica fu una delle località preferite dagli imperatori Galerio e soprattutto Costantino I. La predilezione di Costantino per Serdica era ben documentata; Come riportato da Pietro Patrizio, Costantino una volta dichiarò: “Serdica è la mia Roma”, sottolineando la sua predilezione per la città.
Nel IV secolo, sotto il regno di Costantino il Grande, Serdica subì una significativa trasformazione architettonica. Costantino avviò ampi progetti di costruzione all’interno della città, in particolare nella parte sud-orientale dell’area racchiusa dalle mura cittadine. Sostituì i quartieri residenziali esistenti con quello che gli archeologi oggi chiamano il “quartiere costantiniano”, un notevole complesso architettonico dell’epoca. Questo quartiere comprende la Rotonda di San Giorgio, l’edificio più antico di Sofia ancora intatto. Inoltre, la più antica chiesa cristiana conosciuta a Serdica, situata sotto l’attuale basilica di Santa Sofia, risale anch’essa a questo periodo, segnando un’epoca significativa nell’architettura religiosa della città.
Il Concilio di Serdica, convocato nel 343 d.C. dall’imperatore d’Occidente Costante e dall’imperatore d’Oriente Costanzo II, mirava a risolvere la discordia teologica tra i cristiani ortodossi e gli ariani. Questo concilio riunì più di 170 vescovi provenienti da tutto l’Impero, insieme ai loro seguiti, in un’importante riunione all’interno della città. Nonostante questi sforzi, il concilio non riuscì a conciliare le divergenze tra le due fazioni, costringendo i vescovi ariani a lasciare Serdica e a riunirsi nuovamente a Filippopoli. Questo evento sottolinea l’importanza di Serdica come centro cruciale per il dibattito teologico paleocristiano e il suo ruolo nella più ampia storia religiosa dell’Impero Romano.
La chiesa di Santa Sofia
Tra la fine del IV e il VI secolo, Serdica resistette a diverse invasioni, tra cui quelle dei Visigoti alla fine del IV secolo, degli Unni a metà del V secolo e degli Slavi e degli Avari nel VI secolo. Mentre questi attacchi devastarono le campagne circostanti e distrussero le prospere proprietà terriere, Serdica stessa rimase relativamente indenne. La resilienza della città portò a un aumento della densità edilizia; Le abitazioni iniziarono a invadere aree precedentemente designate come strade e piazze, a indicare un’espansione urbana adattativa alle pressioni esterne.
Dopo la divisione dell’Impero Romano nel 395, Serdika si trovava all’interno dell’Impero Romano d’Oriente, o Impero Bizantino. Fu tra le numerose fortezze balcaniche rafforzate durante il regno dell’imperatore Giustiniano il Grande (527-565). Fu probabilmente durante il regno di Giustiniano che fu costruita anche la grandiosa basilica di Santa Sofia, che ancora oggi si erge come simbolo del patrimonio architettonico della città. Nonostante la sua importanza e la sua resistenza in questi tempi tumultuosi, le testimonianze dettagliate dello sviluppo di Serdika nei successivi due secoli e mezzo rimangono scarse, lasciando una lacuna nella narrazione storica di questa città longeva.
