Il movimento di liberazione nazionale contro il dominio ottomano in Bulgaria raggiunse una tappa significativa con la Rivolta di Aprile del 1876, un atto eroico che diede inizio alla Guerra di Liberazione Russo-Turca (1877-1878). Questa guerra portò infine alla fondazione del Principato di Bulgaria. Durante questo periodo, vari leader e organizzazioni rivoluzionarie svolsero un ruolo fondamentale nella lotta per la liberazione.
Distaccamenti guidati da figure come Hadji Dimitar, Stefan Karadzha, Ilio Voivoda e il Capitano Petko Voivoda operarono in diverse regioni, tra cui Misia, Macedonia e Tracia. Vasil Levski, un importante rivoluzionario, organizzò e guidò l’Organizzazione Rivoluzionaria Interna (VRO) e il Comitato Centrale Rivoluzionario Bulgaro (BRCC) per promuovere la causa della liberazione.
Mentre la Rivolta di Aprile segnò un culmine del movimento di liberazione, gli sforzi per promuovere la rinascita educativa, culturale e nazionale continuarono nelle aree ancora sotto il dominio ottomano. Nella Bulgaria meridionale, il Comitato Rivoluzionario Centrale Segreto Bulgaro (BTCRC) si unì infine al Principato nel 1885. Nel frattempo, l’Esarcato Bulgaro, istituito nel 1871, e altre strutture pacifiche, insieme all’Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone-Edrina (VMORO), continuarono la lotta per la liberazione nelle terre ancora schiavizzate, impiegando tattiche sia pacifiche che di resistenza armata.
Mentre la fine della rinascita bulgara è convenzionalmente segnata dal Trattato di Pace di Santo Stefano del 1878, che ripristinò lo stato libero dei Bulgari, questo riguarda principalmente il Principato. Tuttavia, nelle regioni ancora sotto il dominio ottomano, la rinascita persistette fino al 1912. Nonostante il Congresso di Berlino e l’Unificazione del 1885, gran parte della Macedonia e della Tracia rimasero sotto il controllo turco. La rinascita nazionale bulgara continuò in queste aree fino alla loro liberazione nel 1912 durante la Guerra dei Balcani.
Dopo la guerra dei Balcani, le terre bulgare sud-occidentali e meridionali furono liberate, ma dovettero affrontare l’occupazione da parte di Serbia e Grecia. Inoltre, nella Tracia di Odri, i turchi condussero una pulizia etnica, che portò all’espulsione di 300.000 bulgari. Questo triste episodio mise seriamente a repentaglio lo sviluppo nazionale bulgaro in queste regioni.
